Lo Scultore Dipinge

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GIANLUIGI GIUDICI: LO SCULTORE DIPINGE

FINO AL 21/12/2019



La storia di Gianluigi Giudici (1927-2012) è strettamente legata ad una produzione plastica che si sviluppa e matura nel tempo iniziando con la pratica del cesello con cui lavora sottili lamine in materiali preziosi e poi lastre di rame per rilievi a sbalzo per arrivare alla scultura vera e propria ottenuta plasmando la materia per realizzare dei bassi o altorilievi e infine delle opere a tutto tondo.

Nel suo operare, soprattutto in quello figurativo destinato in particolare agli arredi liturgici e all’arte sacra, il disegno ha avuto un ruolo fondamentale, in primo luogo per definire e calibrare dimensionalmente le immagini da tradurre in opere e, di seguito, per darne esemplificazione visiva e per proporre opzioni differenti ai committenti. In questo ambito sono numerosi i fogli a disposizione in cui diventa leggibile il percorso creativo di avvicinamento alla soluzione ottimale attraverso il modificarsi dei segni che vanno a seguire il mutare del pensiero o il suo lento adeguarsi alla dimensione prevista. Si parte da schizzi minimali che inquadrano un primo contesto formale da cui trarre spunti per gli studi veri e propri delle singole forme o dei vari particolari per poi chiarire l’immagine e concludere con la definizione delle relazioni fra le varie parti della composizione.

Quando poi, a partire dagli anni Settanta, Giudici approccia la materia senza un riferimento figurale, ma alla ricerca di forme informali (mi si passi l’ossimoro) che originano da una ricerca sul mondo organico, scopre e plasma direttamente le opere senza mediazioni e passaggi cartacei, ma questa operazione pare non soddisfare appieno l’artista che immagina queste sue nuove creature partecipi di un mondo virtuale che cerca di delineare con il disegno. Nascono così, nella prima metà degli anni Settanta, i disegni a grafite (con presenze a volte di colori a pastello, soprattutto il rosso) in cui sia le sue figure umane essenzializzate, sia queste entità organiche prendono vita in un mondo fantastico ad esse congeniali.

Appare sorprendente questa ricerca di un luogo ideale per dare a queste scultore assolutamente originali (volta per volta definite organiche, idrodinamiche, evoluzioni, metamorfosi, propulsioni, elevazioni, ecc.) uno spazio in cui agire e “vivere”, in modo che possano aiutare il fruitore a capirne la valenza nuova e a entrare con esse in sintonia.

La logica di questa tipologia di disegno è quella della pittura (per questo il titolo della mostra “lo scultore dipinge”), pittura che pure Giudici ha frequentato in quegli anni e di cui si possono ammirare in mostra alcune delle poche opere ad olio da lui eseguite.


Luigi Cavadini



La mostra temporanea presenta i disegni dell’artista Gianluigi Giudici, che ne hanno accompagnato l’attività di scultore nella loro duplice variante: nell’ambito figurativo rappresentano studi per la scultura, in quello organico riprendono le forme delle opere per farne “personaggi” in un paesaggio immaginario ad essa coerente.


L’esposizione sarà visibile fino al giorno 21 dicembre 2019.