Italo Valenti "Forme"

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Italo Valenti "Forme"


Le “Forme” di Italo Valenti, una mostra temporanea a cura di Artrust, dal 19 febbraio al 30 aprile 2017

Artrust e Fondazione Gianluigi Giudici presentano un'esposizione dedicata all’artista italo-svizzero, Italo Valenti, oltre quaranta opere permetteranno ai visitatori di comprendere alcune delle fasi che hanno caratterizzato la sua produzione: dalla serie dei trenini a quella delle lune, fino ai collages e alle forme astratte che lo hanno reso noto in tutto il mondo.

Le opere, appartenenti alla collezione Artrust, integrate da un significativo prestito da parte dell'Archivio Valenti adorneranno lo Spazio Temporaneo della Gipsoteca Giudici.






Italo Valenti, 1983 |Foto: Peter Friedl |© Archivio Italo Valenti, Mendrisio



Italo Valenti (1912-1995) milanese di nascita, trascorre gli anni della formazione a Venezia e Milano, arricchisce il suo background artistico con viaggi a Parigi e in Belgio alla scoperta di Cézanne e della pittura impressionista e post-impressionista. Aderisce, assieme a importanti artisti e intellettuali al movimento di Corrente, caratterizzato dall'impegno civile e sociale dell'arte espressionista volto a superare la retorica dell'arte italiana. Negli anni del movimento, la cifra distintiva della sua pittura figurativa - già tesa alla stilizzazione della figura in direzione dell'astrattismo - risiede in una forma di lirismo onirico popolato da soggetti del primitivismo fantastico come le maghe, la serie degli aquiloni, delle lune, dei teatrini, delle stazioni, dei battelli.
Valenti si trasferisce in Ticino, ad Ascona, entrando in contatto Jean Arp, Ben Nicholson, Remo Rossi e Julius Bissier, la frequentazione con questo gruppo di artisti lo conduce a un progressivo ripensamento della sua pittura in direzione di una ricerca sugli effetti cromatici e spaziali che lo portano a una fase di "astrazione lirico informale" in cui i soggetti galleggiano nello spazio della tela e si frantumano in triangoli, trapezi, simboli primordiali ed enigmatici: così vengono creati i collages astratti dell'ultima produzione artistica.